Come mi chiamo

Le persone qui hanno molta difficolta’ nel capire e pronunciare il mio nome, al contrario di spagnoli, brasiliani, messicani che non hanno alcun problema.

Emanuela, semplice no?

Invece no!!!

In linea di massima mi chiamano (cosi’ come lo pronunciano) Imanil (per le E pronunciate I) oppure Imanula, che e’ gia’ un passo avanti oppure per facilitarli dico loro Ema, che puntualmente capiscono Emma (perche’ qui da loro e’ usato) ma per lo meno foneticamente ci assomiglia.

Nessun problema, quando mi chiedono come mi chiamo rispondo e faccio lo spelling e immancabilmente saltano una “E” o una “U”, ma va ancora bene!

Ieri sono andata ad un centro assistenza per il mio telefonino e prontamente alla domanda “your name, please”  ho pronunciato il mio nome e cominciato lo spelling! Magnifico, il ragazzo capiva.. che strano..

Cos’ha scritto sulla bolla:

Nome: Emma

Cognome: Nuela

6 pensieri su “Come mi chiamo

  1. huao!!!!! simpatico però! ma non potevamo chiamarti semplicemente “Lela”? sì però chi si sarebbe immaginato che finissi in Australia? insisti…e prima o poi ti chiamaranno Emy!

  2. La prossima volta prova col secondo nome seguito dal cognome, il cognome penso lo capiscano subito e il secondo nome…….prova!

  3. Il mio secondo nome lo capiscono al volo, ma c’e’ di bello che quando compili dei moduli non ufficiali completi il campo nome, cognome e poi c’e’ uno spazio con scritto come vuoi essere chiamata. Io metto Ema, cosi’ capiscono!

    1. Non sapevo cosa dire… mi spiace sempre dire che non mi chiamo Emma e che Nuela non e’ il mio cognome… sai per le cose non ufficiali va bene cosi’! In fondo mi diverto!

  4. a proposito di non capirsi…mi è venuto in mente un fatterello simpatico: Trecella (mi). Uffici del comune per il rilascio della carta di identità: l’impiegato “che lavoro fa lei?” In dialetto locale “el trumbee” ( idraulico). “cosa fa, scusi??? – “ghe l’ò dii, el trumbee” E fu così che l’impiegato lo promosse sul campo e sulla carta di identità a “musicista”.

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